Stanchezza di vivere.
di irenebarbaglia scritto il 15/03/2010 in Irene's - Categoria: Amore
Se solo l’amore che porto dentro si trasformasse in una forza, la nostra sarebbe La storia perfetta. Mi sono innamorata di lui un giorno di primavera, senza pensare alle stagioni che sarebbero venute. Mi sono innamorata pensando alla giornata, un giorno per volta, come faccio sempre, senza preoccuparmi del futuro. Forse è per questo che non ho previsto che un giorno qualcosa avrebbe potuto non andare benissimo.
So solo che, se tre anni fa mi avessero detto che sarei arrivata a tanto, non ci avrei creduto.
Gli ho chiesto solo di starmi vicino, perché sto cadendo senza paracadute e non c’è nessuno che mi dia una mano. Ma lui non ha potuto o voluto farlo, mi ha chiesto di uscirne da sola. Ma è come se mi trovassi nelle sabbie mobili, ogni volta che cerco di muovermi, di salvarmi, vengo trascinata verso il basso, sempre più giù. E’ solo una mano che mi serve, una mano che afferri la mia e che mi aiuti ad uscire.
Ho combattuto così tante battaglie per questo amore: con la mia famiglia, i miei amici e con me stessa. Non che lui sia sbagliato, o cattivo, è per quello che sono io da quando l’ho incontrato, giorno dopo giorno sono diventata un’altra.
Ma non mi sento più amata, apprezzata da lui, e così non mi amo più nemmeno io, ho smesso di vivere e mi limito ad esistere, nell’indifferenza generale. Certo, non potrei aspettarmi altro, visto che ho abbandonato ciò che avevo di più caro al mondo, le amicizie, le passioni, gli affetti. Ed ora mi hanno voltato le spalle, se ne sono fatti una ragione e mi hanno dimenticata.
E’questo che ho sempre temuto: essere dimenticata. Mi considero una buona amica, un’ottima consigliera (per tutti meno che per me stessa), ma nemmeno in questo campo ho mai avuto molta fortuna. La mia spiegazione è sempre stata che chi è troppo buono non riceve mai grandi cose in cambio, troppe persone si sono solo approfittate di me. Io per prima.
Sento che sto scivolando verso il vuoto con un peso sulla schiena a spingere, il macigno di questa storia piena d’amore che forse sta per finire. Cerco ogni appiglio, anche se il peso che sostengo è enorme, anche se so che se perdessi quel peso il risultato sarebbe soltanto una caduta più rapida. Ma il botto si sentirebbe lo stesso.
Ripenso spesso a quando ero bambina, a quando tutto era scontato, a quando credevo a Babbo Natale, a quando mi addormentavo sul divano e mi svegliavo la mattina magicamente nel letto, a quando mettevo le scarpe con il tacco di mia mamma e volevo crescere, mentre ora tornerei indietro senza pensarci un secondo.
Vorrei svegliarmi una mattina e aver trovato il senso ad ogni cosa, la risposta ad ogni domanda, la soluzione ad ogni problema. Vorrei non fosse così difficile cominciare ogni giornata, aspettando solo il momento in cui finirà. Vorrei prendere la vita con la leggerezza dei miei vent’anni, senza sentirmi addosso tutto questo peso.
Vorrei, vorrei…e penso che, dopo tutto, sono l’unica che può cambiare tutto questo.
E mi odio ancora di più.
Diario: Irene's
Categoria: Amore
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